NOTE BIOGRAFICHE

 

 

Nasce a Firenze il 29 giugno 1958.

Dopo il suo trasferimento a Reggio Emilia frequenta il locale istituto d'Arte "G. Chierici" sotto la guida di Vittorio Cavicchioni (Disegno) e Graziano Pompili (Valori plastici). Nel 1977 è nelle Marche: a Rieti studia incisione con Silvano Silvani. Nel 1979 entra al Teatro Municipale di Reggio Emilia, dove ha modo di collaborare con registi e scenografi di nome: da Sandro Sequi a Luca Ronconi, da Rouben Ter-Arutunian a Kvetoslav Bubenik, da Pierre Simonini a Pier Luigi Pizzi a Wolf Siegfried Wagner. Comincia ad interessarsi alla scenografia. Nel 1982 e nel 1984, per il Minimo Teatro firma scene e costumi di Scheletro d'amore e Barbara dei Bassi di Ludovico Parenti. Sempre nell'84 e nell'85 collabora alla messinscena di La pazzia senile e La saviezza giovanile di Adriano Banchieri al Teatro Municipale (per la regia di Ivo Guerra) e di Altri libertini dal libro di Pier Vittorio Tondelli (per la regia di Gian Franco Zanetti).

Nel frattempo incontra Primo Conti, del quale frequenta lo studio a Firenze. Dal 1981 lavora a diverse cartelle di grafica fra le quali una sull'opera I Vespri Siciliani di Verdi, in collaborazione con Aligi Sassu. Disegna la copertina del libro di poesie Il fiore del silenzio di Ettore Cancellieri (Genova 1986). Nel 1987, al Castello dei Pio di Carpi, con Tra mito e fantasia ricapitola tematicamente alcuni momenti della passata produzione. Nel 1987 e nel 1988, insieme ad alcuni artisti genovesi, partecipa ad una mostra patrocinata dall'E.A. Teatro Comunale dell'Opera di Genova e dal Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia  dal titolo Magie del Teatro, ospitata negli spazi teatrali delle due città. Sempre nel 1988 riceve a Malta un premio di riconoscimento nell'ambito della rassegna Omaggio al Caravaggio, qui invitato. In quello stesso anno inizia a lavorare ad un ciclo pittorico-grafico, Tassesca, sulla figura e l'opera di Torquato Tasso, che presenta a Genova e due anni dopo a Ferrara. Nel 1989 firma, per la Compagnia La Quinta del Sordo, scene e costumi di La Luna di Plauto di Ludovico Parenti. Per diverse ditte italiane licenzia cartelle di grafica, come Il Maurician d'Ariosto e Quel mulino che si vede e non si vede (un omaggio ad Attilio Bertolucci). Nel 1991 allestisce a Reggio Emilia e a Genova la mostra Tra il chiarore degli eventi e nel 1992 licenzia la cartella di grafica Jacopone in concomitanza con l'omonima personale organizzatagli dal Comune di Todi e presentata da Germano Beringheli. Sempre nello stesso anno in occasione della XIII Mostra nazionale dell'Antiquariato di Sarzana insieme alla mostra delle opere di Galileo Chini, viene ospitata in contemporanea Jacopone. Nel 1993 espone a Reggio Emilia e al Museo d'Arte Moderna di Abano Terme, Fragmenta e, dopo aver riproposto Tassesca sotto la presidenza del Consiglio dei Ministri e per il complesso Monumentale di Santa Maria La Nova a Napoli, l'anno successivo, presenta nel 1995, nelle sale del Grand Hotel Des Bains a Riccione, Riviere/Reveries. Nel maggio del 1996 al National Theater di Toronto con una mostra su William Shakespeare dal titolo Il vino e le rose, il cui catalogo comprende un'introduzione di Glen Tetley e un saggio di Ludovico Parenti. Nel settembre dello stesso anno ritorna al teatro firmando scene e costumi di Edipo nei dialoghi con Leucó di Cesare Pavese, spettacolo organizzato dal Teatro del Mediterraneo e messo in scena da Orlando Forioso al Teatro Olimpico di Vicenza nell'ambito del Festival d'Autunno diretto da Maurizio Scaparro. Bozzetti e figurini sono poi raccolti in una mostra dal titolo Dialoghi con Pavese, presentata nel Chiostro del complesso Monumentale di S. Domenico a Cagliari, nel 1997, dagli stessi Scaparro e Forioso. Nello stesso anno espone a Torino Contro tutte le bandiere, con la presentazione di Dario Salani, e nel gennaio del 1998 il Tour del Grand Tour, presentato da Lucio Cabutti e lo stesso Salani. Per la Chiesa San Giovanni Bosco lavora a due pale d'altare (mater dolorosa e Don Giovanni Bosco), inaugurate nel febbraio. Da giugno una sua opera e' al Museo d'Arte Moderna, Fondazione Cardinale Lercaro a Bologna.

Nel 98 e nel 99 allestisce a Modena, Reggio Emilia e Torino La carne, la morte, il principe presentata da Vittorio Sgarbi. Nel 1999, a Bologna propone la mostra Animula, vagula blandula, rivisitazione delle Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. Nel 2000 firma le scenografie di Lezioni Americane di Italo Calvino interpretate da Giorgio Albertazzi. Nel febbraio 2002, su invito della Sierra Art Foundaton (Reno, Nevada), ripropone Il romanzo dei Finzi Contini. In agosto il Comune di Cortina d’Ampezzo organizza un ciclo di conferenze Dal cuore alla tela, di cui è relatore, seguito da una mostra personale alla Galleria Civica dal titolo Sonoritates presentata da Luigi Lambertini e Lorella Pagnucco Salvemini. La stessa esposizione si trasferisce nell’ottobre a Portobuffolè, Casa di Gaia da Camino (TV) e a novembre a Foggia, Palazzetto dell’Arte. Nel medesimo periodo il Comune di San Gemini ripropone la mostra Itinerarium.
Nell’autunno su invito del
Jewiah Community Center of Houston (dopo il successo dell’esposizione In Nevada) ripropone Il romanzo dei Finzi Contini. Nella primavara realizza due pale d'altare: Ultima Cena e Nozze di cana e vetrate per la Chiesa di S.Giuseppe (Reggio Emilia). Nel 2002, per il Museo del Baraccano di Bologna, prepara la mostra Le Mille e un sogno, ispirata ai racconti delle Mille e una notte con testo critico di Rossana Bossaglia e catalogo edito da De Agostini Rizzoli. Nell'agosto 2003, in occasione del centenario della nascita di Marguerite Yourcenar, il Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali gli propone nell'area archeologica di Villa Adriana (Tivoli) la mostra Segrete Memorie, catalogo in tre lingue pubblicato da Acatos e da International Publishing con testo critico di Lorella Pagnucco Salvemini. Sempre nello stesso periodo porta a termine per la chiesa di S. Martino in Venti (Rimini) cinque pale d’altare e quattro vetrate. Nell’ambito della Biennale di Venezia (febbraio 2006) firma le scenografie di Marco Polo, messo in scena dalla compagnia Teatreuropa  presso l’Arsenale.

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